La qualità dell’aria è una delle principali emergenze ambientali e sanitarie in Europa, Italia compresa.

fonte: Agenzia Europea per l’Ambiente

“Lo studio dell’Agenzia europea per l’ambiente (EEA) “Harm to human health from air pollution in Europe: burden of disease status, 2024” evidenzia che l’Italia è al primo posto in Europa per morti causate dall’inquinamento atmosferico. Nel 2022 oltre 48.600 decessi sono stati attribuiti al particolato fine PM 2,5. A livello europeo si registrano circa 239.000 morti premature all’anno per l’esposizione a inquinanti atmosferici, tra cui PM2,5, ozono (O3) e biossido di azoto (NO2).
Per il PM2,5, l’Italia è al vertice della classifica per numero di decessi, seguita da Polonia (34.700) e Germania (32.600). Gli impatti relativi più elevati (anni di vita persi ogni 100.000 abitanti) si registrano nei Paesi dell’Europa sud-orientale, come Macedonia del Nord e Kosovo. I livelli più bassi, invece, sono osservati nei Paesi nordici come Islanda, Finlandia e Svezia. Per biossido di azoto (NO2), i numeri più alti di decessi nel 2022 si sono verificati in Turchia, Italia (2° posto) e Germania. Per quanto riguarda il biossido di azoto (NO2) l’Italia è seconda solo alla Turchia e seguita dalla Germania per numero di decessi. Gli impatti relativi più bassi si registrano in Svezia, Islanda e Danimarca. Quanto all’ozono, l’Italia è seconda dopo la Germania e prima della Francia, con tassi di impatto più elevati nei Balcani occidentali.
Nonostante l’entità del problema il rapporto evidenzia anche segnali positivi. Tra il 2005 e il 2022, i decessi attribuibili al PM2,5 nell’Ue sono diminuiti grazie a politiche ambientali più stringenti e all’abbandono progressivo dei combustibili fossili. Tuttavia, per raggiungere l’obiettivo di ridurre i decessi del 55% entro il 2030, saranno necessari ulteriori sforzi. L’Italia, in particolare, deve accelerare nell’adozione di misure che riducano le emissioni, investendo su fonti rinnovabili, sistemi di trasporto sostenibile e una gestione più efficiente del riscaldamento domestico.” Nota di Toscana Sostenibile

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